
di Claudio Bozza
Il leader di Italia viva: «Io non vengo eletto con i voti del M5S. La foto con Bonelli? Io la faccio con Obama. Per la leadership del centrosinistra le primarie sono necessarie: scelgano loro un candidato, noi il nostro»
Senatore Matteo Renzi, la nuova legge elettorale è praticamente realtà. Il Campo largo non potrà più presentarsi come semplice cartello elettorale: servirà un candidato premier. Chi dovrà guidarlo? Elly Schlein, Giuseppe Conte o serve un nome diverso?
«Il Campo largo è l’alleanza tra Pd, M5S e Avs. Si definiscono un “blocco unico”. Auguri: noi di quel blocco non facciamo parte. Loro, tutti insieme, fanno il 40% e per vincere non basta. Ecco perché, insieme al Campo largo, serve un’area riformista capace di aggiungere ciò che serve per vincere prima e governare poi. E che si faccia sentire sulle idee, dal garantismo al rientro dei cervelli, dagli stipendi alla cultura. Nel frattempo vedremo se il Campo largo sarà in grado di proporci in modo unitario un nome».
Le primarie sono una strada obbligata?
«Per me sì. Sempre meglio far decidere i cittadini. Ma mentre loro decidono le forme, noi siamo più interessati a caratterizzarci per le idee sulla



