
di Monica Guerzoni
Il capo dello Stato al vertice del gruppo Arraiolos in Slovenia ha chiesto, tra l’altro, che «gli strumenti militari europei siano interoperabili»
L’Europa ha bisogno di decisioni «più snelle e veloci» e di un quadro finanziaraio «ambizioso», perché la sua complessa architettura non può restare incompiuta.
Al vertice del Gruppo Arraiolos, riunito al castello di Brdo alle porte di Lubiana, in Slovenia, Sergio Mattarella ha preso la parola per primo in quanto «membro più anziano e rispettato» (così lo ha definito la padrona di casa, la presidente slovena Natasa Pirc Musar). E senza perdersi in formule diplomatiche ha risposto alla domanda che dà il titolo al vertice: davanti alle «crisi multiple» che la assediano e la scuotono, l’Europa deve battere in ritirata o perseverare sulla strada tracciata dai padri fondatori?
Il presidente italiano, che da anni sprona l’Unione a rafforzarsi sul piano politico, economico, della sicurezza e della difesa, non ha dubbi. Lo dicono i dati di Eurobarometro, secondo i quali il 90% dei cittadini chiede maggiore unità fra i 27 e il 75% degli europei ritiene l’Unione, «più di alcuni commentatori», un fattore di stabilità in questo mondo in guerra. In




