
Joao Monteiro, amico d’infanzia di Cristiano e oggi a Reggio Emilia nella squadra di A1, racconta come il suo allenatore fece di tutto per portarlo in squadra. “Vivevamo nello stesso stabile: io ero al primo piano, lui al terzo. Quasi tutti i giorni passava a fare una partita e si divertiva molto”
Che giri fanno due vite. “Dopo il calcio, il mio sport preferito è il tennistavolo – scriveva Cristiano Ronaldo nella sua prima autobiografia, “Moments” (2007), tradotta in varie lingue ma non in italiano –. Mi piace moltissimo guardare le partite dei professionisti e adoro giocare. Il tennistavolo è molto popolare a Madeira, ci sono diverse società competitive a livello nazionale e ho iniziato a praticarlo da ragazzino. Non ho smesso nemmeno quando mi sono trasferito all’accademia dello Sporting, a Lisbona. Lì, con mia grande soddisfazione, ho scoperto che c’erano molti tavoli nell’area comune del centro di allenamento. Scendevo spesso al piano di sotto per divertirmi un po’ con i miei compagni e con i ragazzi della squadra di tennistavolo dello Sporting. Finché un giorno il loro allenatore mi vide giocare e si avvicinò. ‘Penso che potresti diventare un buon giocatore. Vuoi allenarti con noi?’, mi chiese. Risposi di




