
di Monica Guerzoni
Il Capo dello Stato alla cerimonia del Ventaglio definisce «inammissibili» gli scontri in Val di Susa. E alle forze politiche: «Non è accettabile alcuna esitazione nel condannare questi comportamenti»
Il presidente della Repubblica è «estraneo alla dialettica tra le forze politiche». Non tocca a lui prendere parte, entrare nello scontro pre-elettorale che contrappone maggioranza e opposizione e spacca i partiti al loro interno. Eppure, in occasione della cerimonia del Ventaglio con i giornalisti, il capo dello Stato sprona il mondi politico a ritrovare il «reciproco rispetto, senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata e, a mio avviso, anche controproducente».
Un appello ad abbassare i toni e a smetterla con gli accenti incendiari. Per Mattarella le tensioni elettorali, con le urne lontane mesi e mei, sono «per la verità piuttosto intempestive» e il presidente teme che possano sottrarre attenzione «ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini». Insomma, un forte invito, anche al governo, perché si concentri sul merito dei problemi e non cada nella tentazione di «alterare la realtà delle questioni». Un avviso che arriva dopo lo scontro sul caso Roggero, sulla morte di Fakir e sulle violenze in Val di Susa.




