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Marnati: «Stato di emergenza fino a fine anno. Ora la crisi idrica, poi il rischio frane»

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di Simona De Ciero

L’assessore regionale all’Emergenza idrica: «Abbiamo già superato i 400 mila euro, soprattutto per il trasporto dell’acqua verso i Comuni e le frazioni che non riescono più ad approvvigionarsi»

L’emergenza non finirà con la fine dell’estate. Anzi, il rischio è che cambi volto. Oggi il Piemonte combatte la siccità e la carenza d’acqua, domani potrebbe trovarsi a fare i conti con frane e colate di detriti nelle aree devastate dagli incendi. È l’allarme lanciato dall’assessore regionale all’Emergenza idrica Matteo Marnati, che alla vigilia della dichiarazione dello stato di emergenza regionale invita a guardare oltre l’immediato. «Dobbiamo affrontare entrambe le facce della stessa medaglia», avverte.

Assessore, lunedì scatterà ufficialmente lo stato di emergenza. Che cosa cambierà?
«Per la prima volta applicheremo la nuova legge regionale sull’emergenza idrica. Potremo accedere al fondo nazionale dedicato alle Regioni per coprire le spese sostenute in queste settimane: autobotti, assistenza alla popolazione, interventi urgenti e ripristino delle criticità».

Quanto sta costando questa crisi?
«Abbiamo già superato i 400 mila euro, soprattutto per il trasporto dell’acqua verso i Comuni e le frazioni che non riescono più ad approvvigionarsi. La cifra cresce rapidamente e potrebbe arrivare intorno al milione. Lo stato di

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