
di Paolo Valentino
Dopo averne raso al suolo buona parte causando almeno 8 mila morti e distruggendo o danneggiando il 90% degli edifici, Mosca ha dato segnale verde al progetto di Sadovoe Kaltso
Quello che Donald Trump sogna di fare a Gaza, Vladimir Putin lo realizza a Mariupol, la città portuale dell’Ucraina distrutta e ora occupata dai russi. Certo non è roba per super ricchi (come si vorrebbe la cosiddetta Riviera di Jared Kushner nella Striscia) la speculazione edilizia che un giovane imprenditore russo, figlio di un oligarca moscovita nelle grazie del Cremlino, sta completando nella città affacciata sul mar d’Azov. Ma il principio è lo stesso.
Dopo averne raso al suolo buona parte causando almeno 8 mila morti e distruggendo o danneggiando il 90% degli edifici, secondo le stime dell’Onu e delle organizzazioni umanitarie, Mosca ha dato segnale verde al progetto di Sadovoe Kaltso, compagnia immobiliare fondata nel 2003 da Sergeij Kolunov, che l’ha guidata fino al 2021, quando divenne membro della Duma, eletto nelle liste del partito di Putin, ora sotto sanzioni. Al vertice dallo scorso anno è il figlio Ilya, 28 anni, educato nelle migliori scuole del Regno Unito, dove si è laureato in




