di Marco Gasperetti
La scelta di un ristoratore di Viareggio che si occupa di tutte le creature che hanno sperimentato la crudeltà umana. «Siamo una grande famiglia, quando è nato l’ultimo vitello tutti quanti si sono avvicinati ad assistere al parto»
La prima sensazione e un mix di incredulità, meraviglia, stupore, commozione e turbamento. Al di là del cancello, una vera e propria frontiera, c’è un altro mondo dove vivono 350 animali appartenenti a cinquanta specie diverse. «Vivono insieme pacificamente e in libertà assoluta – spiega il capobranco -. Non si combattono, non fanno guerre, hanno uno spirito solidale».
Il capobranco parlante appartiene alla specie così detta sapiens, quella umana. Si chiama Marco Fantoni, ha 46 anni, e da alcuni anni ha creato una fattoria che ospita animali seviziati, sfruttati, abbandonati, feriti, torturati. Lì cura, li educa a vivere insieme agli altri con armonia. «Ma tra me e loro c’è uno scambio di emozioni e di lezioni di vita – racconta -. Così ogni giorno mi chiedo se è proprio vero che noi umani ci siamo evoluti, oppure se il nostro progresso è stato avvilito da un’involuzione violenta».
Marco racconta di avere introiettato insegnamenti unici dai suoi amici




