
L’Etiopia ha affermato che Egitto, Eritrea e Sudan starebbero cercando di destabilizzarla. Un’accusa che i governi dei tre Paesi hanno respinto. E intanto la tensione in Africa nordorientale continua pericolosamente a crescere
Si fa sempre più tesa la situazione in Africa nordorientale. I ribelli tigrini stanno portando avanti i combattimenti nella parte settentrionale dell’Etiopia. In questo contesto, i vertici dell’esercito di Addis Abeba hanno accusato Eritrea, Sudan ed Egitto di spalleggiare dei gruppi sediziosi armati all’interno del territorio etiope. Una presa di posizion, questa, che ha innescato le reazioni piccate dei tre governi interessati.
Il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Nader Zaki, ha infatti respinto le accuse, sostenendo che la politica estera del Cairo si basa sul “pieno rispetto della sovranità, dell’unità e dell’integrità territoriale degli Stati e sulla non ingerenza negli affari interni di altri Paesi”. “L’Egitto”, ha aggiunto Zaki, “rispetta pienamente le norme del diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite e respinge qualsiasi pratica che possa minare la sicurezza e la stabilità regionale”. Al contempo, l’esercito del Sudan ha bollato le accuse di Addis Abeba come “prive di fondamento”, tacciando inoltre quest’ultima di sostenere le Forze di Supporto Rapido che dal 2023 sono in




