di Al. S.
L’appello di Greenpeace, Isde, Lipu, Slow Food, Terra e Wwf all’esecutivo e al Parlamento: «Subito leggi moderne per favorire la transizione verso una zootecnia più sostenibile. Copenaghen lo ha fatto, perché Roma no?»
Oggi è la Giornata mondiale degli animali negli allevamenti o, secondo un’altra denominazione, la Giornata mondiale degli animali da fattoria. L’una o l’altra poco cambia, anche se la seconda richiama una immagine più bucolica e naturale. Ma la realtà della zootecnia moderna è molto lontana dall’idea di recinti all’aperto e animali che trascorrono il loro tempo pascolando. Il grosso del settore è rappresentato dagli allevamenti intensivi.
Ed è proprio per questo che, con la ricorrenza di calendario, un pool di associazioni ambientaliste e animaliste italiane – Greenpeace, Isde, Lipu-BirdLife, Slow Food, Terra! e Wwf – hanno deciso di chiedere al governo e al Parlamento italiano una legislazione che limiti gli impatti degli stessi allevamenti intensivi e che avvii una vera transizione in chiave agroecologica del settore zootecnico, sulla scorta dell’esempio recente danese.
Il governo della Danimarca ha infatti recentemente introdotto un blocco di 12 mesi all’espansione e alla creazione di nuovi allevamenti intensivi di suini per definire le nuove regole per il futuro della




