di Edoardo Lusena
Prima un faccia a faccia privato, poi in una scuola dell’ex quartiere «ghetto» di New York. Sorrisi e scambi di cortesie tra il neosindaco di New York e il 44° presidente Usa, sempre più attivo nelle battaglie democratiche
La scena, volti noti della politica «immersi» tra lavagne e pastelli circondati da piccoli studenti è un grande classico degli spin doctor che, con sforzo minimo e massima resa, vogliono accendere (o riaccendere) l’interesse su un personaggio o un tema. Così eccoli immortalati nel loro primo incontro, a sorpresa, i due ultimi volti vincenti del partito democratico Usa, l’ex presidente americano Barack Obama e il neoeletto sindaco di New York, Zohran Mamdani.
Sorrisi, canzoni e letture di libri di filastrocche: il tutto è andato in scena in un doposcuola in un sabato pomeriggio d’aprile nel Bronx, il quartiere un tempo divenuto il sinonimo di una zona conflittuale e difficile, alle prese con criminalità e discriminazioni. Nulla è casuale per un faccia a faccia tra il 44° inquilino della Casa Bianca, il primo afroamericano nella sala ovale, e il primo cittadino newyorchese di origini ugandesi che ha appena superato i 100 giorni di governo della




