Cosa succede, chi deciderà e quando: 8 domande e 8 risposte sul caso scottante che agita la Figc
Giornalista
28 settembre (modifica alle 20:06) – ROMA
Il futuro del presidente della Figc Giovanni Malagò continua a far discutere. Gli elementi intorno al caso del suo mancato tesseramento federale sono però così tanti che spesso si rischia di fare confusione. Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine per comprendere la preoccupazione di oggi e i rischi di domani.
1. Come nasce il caso tesseramento?
A presentare entro la scadenza prevista (13 maggio 2026) la propria candidatura alla presidenza Figc sono tre soggetti: Giovanni Malagò, Giancarlo Abete e Renato Miele, avvocato ed ex calciatore della Lazio. I primi due forniscono, come richiesto dallo Statuto federale, il proprio programma e l’accreditamento formale da parte della maggioranza più uno di una delle componenti (Lega Serie A per Malagò, LND di cui è presidente Abete) e vengono ammessi, mentre la candidatura di Miele – non avendo avuto il supporto di nessuno – viene ritenuta inammissibile. Il tutto viene certificato in un documento a firma del Segretario Generale Marco Brunelli




