di Rita Querzè
Macciardi (presidente Anfols): «Realistico passare dal 12 al 20% dei ricavi coperti da contributi privati. Ma le fondazioni vanno alleggerite da oneri burocratici. Ridurre l’Iva sui biglietti dal 10 al 4%»
Fulvio Adamo Macciardi dal 2022 è presidente dell’Anfols, l’associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche oltre che sovrintendente del Teatro san Carlo di Napoli. Di recente è stato confermato nel cda di Opera Europa, rete di teatri e festival lirici del continente.
I dati ci dicono che i contributi privati alle fondazioni liriche si fermano al 12% dei ricavi. Le fondazioni liriche non sono in grado di attrarre fondi o la generosità dei privati lascia a desiderare?
«I contributi pubblici oggi toccano già il 61% dei ricavi: realisticamente, è difficile aspettarsi di più da Stato, Regioni e Comuni. Quindi incrementare i fondi privati è gioco forza. Quando nel 1996 venne fatta la riforma che ha portato alla nascita delle fondazioni si contava di poter conseguire contributi privati superiori al 12% attuale. Credo che il margine di crescita ci sia e si possa arrivare al 20% dei ricavi».
Perché i privati dovrebbero finanziare le fondazioni liriche?
«Perché ne trarrebbero vantaggio. I privati hanno sempre più chiaro




