Il mondo dell’automobilismo piange la scomparsa del pilota, affetto da un tumore allo stomaco da diverso tempo
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17 agosto – 17:32 – MILANO
I rally li descriveva con gli aggettivi. E una volta ne mise in fila alcuni: “Emozionanti, tecnici, pazzi, polverosi, completi”. Ma Alex Fiorio non aveva bisogno di parole per parlare del suo mondo e di quel brivido che sentiva ogni volta. Quel brivido glielo leggevi addosso. Non se n’è andato solo un campione della velocità, uno dei protagonisti dell’epoca d’oro della Lancia a cui vertici c’era papà Cesare. Alex era un uomo che aveva messo la passione in ogni cosa. Fiorio, appena 61 anni, da anni combatteva contro un tumore allo stomaco. Nel 1989 arrivò secondo nel Campionato del Mondo Rally alle spalle di Miki Biasion. Una stagione, quella, che rappresentò sì il vertice della sua carriera e che lo inserì stabilmente tra i protagonisti dell’epoca d’oro del rally italiano, ma anche il punto più doloroso. Era con lo sci che aveva cominciato. Una cosa che Alex non aveva mai smesso di ricordare. Per prima cosa, diceva, “sono stato uno




