
Il 3-0 contro i Gunners in Community Shield indica che il lavoro per il successore di Guardiola non manca di certo. Ma lui ha le spalle larghe e il club non gli chiede di vincere subito
Provaci ancora, Enzo. Il 3-0 preso dall’Arsenal nel Community Shield e l’accordo per la cessione di Rodri al Barcellona sono il perfetto promemoria di quanto sarà difficile il lavoro che Maresca si è scelto: essere il successore di Pep Guardiola al Manchester City. Venire dopo una leggenda, allenare dopo che il club ha vissuto il momento migliore della sua storia, è il mestiere più difficile del mondo del calcio. Ed è costellato di fallimenti: David Moyes al Manchester United dopo Alex Ferguson, Unai Emery all’Arsenal dopo Arsène Wenger, persino Arne Slot, che al Liverpool dopo Jürgen Klopp è naufragato nonostante la Premier vinta al primo tentativo. Maresca è convinto di avere tutto quello che serve per aprire un nuovo ciclo al City dopo Guardiola, dalla sua preparazione affinata nei sei mesi liberi dopo l’addio al Chelsea alla stabilità del club con cui ha già lavorato. Il risultato di Cardiff, le scelte di mercato e le critiche, alcune decisamente premature, gli hanno ricordato quanto sarà




