Una città di una vitalità immensa, che non conosce confini. (Ri)Scoprire Lumezzane (Bs) è conoscere un’altra Italia, nascosta in una valle (la Val Gobbia) che ha poco di poetico, ma capace di produrre il gelato all’uva “americana” e vendere le sue posate alla Casa Bianca, come a Bottura, Vittorio, Cipriani, all’Enoteca Pinchiorri, Ducasse e a tutto il gotha della cucina italiana, con produzioni limitate e personalizzate. E pure al semplice cittadino. Questa è la Mepra, la fabbrica di casalinghi dei fratelli Prandelli che ha saputo sfruttare ogni centimetro del territorio incastonato fra le montagne, a metà strada dei laghi: Garda, Idro e Iseo. Stesso discorso per la EmE, della famiglia Mori, che è radicata nel Lumezzanese da tempo immemore. In questo territorio straordinario, che ha profonde radici storiche grazie alla lavorazione del metallo, è nato un anno fa il distretto del buon cibo, sfruttando l’inventiva di tanti giovani. Un totale cambio di visione. Si chiama “Lumea – I sapori di Lumezzane – Il gusto di Lumea”.

Vista dall’alto su Lumezzane (Bs)
Dall’acciaio alla tavola, la sfida di Lumea
A tenere a battesimo la nuova sfida “dall’acciaio alla buona tavola”: l’amministrazione comunale, la Pro Loco




