
di Matteo Persivale
La «Mamdani californiana» sembra aver battuto a sorpresa la candidata ufficiale dei democratici, che ha peccato di supponenza. Ma attende la fine del conteggio dei voti per festeggiare
Lo strano caso di Nithya Raman, che per scaramanzia non festeggia ancora ma quasi certamente sarà la nuova sindaca democratica-socialista (Dsa) di Los Angeles, potrebbe rappresentare uno dei pochissimi, flebili spiragli di luce per i repubblicani nella lunga notte del trumpismo cominciata con il voto di martedì: trattasi infatti di un clamoroso autogol democratico, errore di valutazione e di sciatteria (se non proprio di una certa supponenza di chi pensava d’aver già vinto). E la prova, l’ennesima, che i democratici nelle loro roccaforti sono molto spesso vulnerabili quando sono attaccati da sinistra.
Al netto del volutamente bizantino sistema di conteggio dei voti californiano (richiede giorni se non settimane per arrivare al verdetto finale) la 43enne consigliera Raman ha battuto la sindaca in carica Karen Bass, 73 anni, fortissimamente espressa dall’establishment democratico nello Stato più democratico dell’unione, ex deputata, ex speaker della camera statale, politicamente bravissima a tenere unite le varie anime dei progressisti cittadini, molto abile nel muoversi tra cinema e diplomazia internazionale (gli italiani che




