Sosteneva Roberto Roversi che Guccini fosse «il solo cantautore che si può ascoltare mentre uno legge o studia, quindi il solo cantante italiano che si può ascoltare con l’orecchio del cuore». Quei cuori, che per oltre mezzo secolo si sono messi all’ascolto, oggi sono in panne. Si è fermato, quello del Maestro. Il suo vocione profondo suonerà ancora, nelle tracce di vinili, in cd e piattaforme musicali, ma per la risata grossa, la battuta pungente, il garbo nello sguardo bisognerà andare a memoria.
06 agosto 2026
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