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Lo stretto di Hormuz «riapre» tra le incognite, Trump: «Intesa tra uno o due giorni»

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di Matteo Persivale

Resta il blocco navale Usa. Il leader Usa: rinunceranno al nucleare

DAL NOSTRO INVIATO 
NEW YORK – Quando era in chiara difficoltà con due fronti aperti, «postava» meme di sé stesso nei panni di Gesù. Adesso che ha annunciato sul suo social Truth per il Libano un «cessate il fuoco di dieci giorni» (dopo aver sentito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e il capo di Stato libanese, Joseph Aoun) e la riapertura dello stretto di Hormuz con imminente ritorno ai colloqui di pace (bonus: «L’Iran ha accettato di sospendere il suo programma sul nucleare»), l’umore presidenziale pare decisamente migliorato: «Abbiamo fatto una piccola deviazione in Iran, quel Paese adorabile: stavano succedendo brutte cose», ha scherzato durante un comizio a Las Vegas. 

Verso la Nato, però, l’umore resta pessimo, se possibile peggiorato. Idem verso l’Italia. «Ora che la situazione dello stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla Nato che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. HO DETTO LORO DI STARE LONTANO, A MENO CHE NON VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Erano inutili quando servivano, una Tigre di Carta!». 

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