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Lo stipendio dei cardinali. Un papa molto americano

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Federico Rampini / CorriereTv

Ripristinando gli stipendi dei cardinali che Papa Francesco aveva tagliato del 10%, Papa Leone tradisce le sue radici americane. Almeno questa è la mia interpretazione. Io trovo che in quel gesto un po’ controcorrente perché sfida il voto di povertà e invece ripristina stipendi adeguati alla responsabilità dei cardinali e si presume anche alla loro competenza professionale, c’è un po’ l’etica meritocratica che è tipica dell’economia di mercato.

 Negli Stati Uniti i manager vanno pagati, i manager hanno talento,  hanno responsabilità, corrono dei rischi e quindi vanno remunerati in modo adeguato. Qui vedo in Papa Leone proprio il cittadino di Chicago. Chicago è sede di una delle più importanti facoltà di economia quella che fu resa celebre da Milton Friedman premio Nobel e padre del neoliberismo Ma c’è anche un’altra matrice americana che io mi permetto di intravedere dietro questo gesto un po’ controcorrente e cioè l’esperienza di Papa Leone come ex vescovo in Perù.

 Il Perù è in Sud America una terra dove stanno avanzando altri cristiani non i cattolici ma gli evangelici pentecostali, quelli che i cattolici spesso definiscono con una punta di disprezzo i predicatori del Vangelo della prosperità. Nella tradizione cattolica soprattutto incarnata

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