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L’ex Bari in panchina, Shakira capopopolo: i segreti dietro la Colombia che sogna in grande

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Trascinata da James Rodriguez, la nazionale sudamericana è forse la più sottovalutata al Mondiale: dopo l’ottimo girone, il percorso verso i quarti è tutt’altro che complesso

È passata inosservata ma anche indisturbata: senza il fuorigioco di un’unghia, record di impercettibilità da quando esiste la tecnologia semiautomatica, la Colombia avrebbe battuto il Portogallo di Ronaldo e vinto il girone a punteggio pieno. Lo avrebbe meritato, dopo 37 tiri tentati e 24 verso la porta di Diogo Costa, quasi insuperabile. Poco male, comunque: trascinata da Luis Diaz, l’asso del Bayern, è entrata nei sedicesimi con ottime credenziali e immagina già il quarto contro l’Argentina a Kansas City: sarebbe la rivincita della finale di Coppa America decisa da Lautaro nel 2024. Se dovesse eliminare il Ghana, la Colombia incrocerebbe la vincente di Svizzera-Algeria e quindi un avversario alla sua portata. 

l’italiano—  

A guidare la squadra più sottovalutata del Mondiale è l’argentino Nestor Lorenzo, ex difensore rimasto in una foto storica: era lui a marcare, senza successo, il camerunese Omam-Biyik nell’infausto esordio di Italia ’90 della nazionale argentina. Lorenzo, 60 anni, ha giocato anche una stagione nel Bari, in Serie A, e ha un passato da vice di Pekerman con l’Argentina: ha assistito dalla

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