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L’estate che potrebbe spezzare l’aviazione europea tra caro carburante, voli cancellati e passeggeri preoccupati

di Leonard Berberi

Il crac di Spirit Airlines è un segnale. In Europa13 compagnie rischiano di non avere più liquidità tra luglio e agosto. Gli indicatori che separano chi sopravvive da chi no

Nel trasporto aereo una delle poche certezze (non scientifiche) è sempre stata questa: una compagnia in difficoltà fallisce subito dopo l’estate. Tra settembre e ottobre, di solito. Quando non entrano più tanti soldi dai biglietti — perché quello che si poteva vendere è stato già fatto per il picco stagionale — e si avvia il lungo inverno fatto di perdite e sofferenze. È successo, in Europa, nel 2017 ad Air Berlin e a Monarch. Si è ripetuto con Thomas Cook Airlines nel 2019 (il 23 settembre).

Una nuova fase

Ma il crac di Spirit Airlines (una delle principali low cost degli Stati Uniti) avvenuto alle porte dell’estate — periodo nel quale si fanno gli utili — è una sveglia per il settore. «È anche il segno forse le aviolinee fragili non avranno più le protezioni politiche che si sono viste durante la pandemia», spiegano gli addetti ai lavori. Che ricordano comunque che la low cost americana era in grossa difficoltà da tempo.

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