
di Aldo Grasso
Il confronto tra il game show di Marco Liorni e la «Ruota della Fortuna» è impari: se manca il contenuto, è inutile aumentare la durata delle trasmissioni
Perché Rai1 ha deciso di contrapporre alla Ruota della fortuna di Gerry Scotti un game show come L’Eredità Summer con Marco Liorni? La rete sapeva che Liorni ne sarebbe uscito sconfitto; sapeva che c’era troppo poco tempo per fidelizzare il pubblico di Affari Tuoi; sapeva, soprattutto, che allungare un format di un’ora alle dimensioni del preserale sarebbe stato un azzardo.
Del resto, il confronto è impari. Scotti non si limita a condurre un quiz: mette in scena un meccanismo oliato in cui il gioco è anzitutto ritmo e sorpresa. L’Eredità Summer, al contrario, vaga incerta tra il quiz, il varietà e il salotto estivo. Ogni elemento finisce così per essere dilatato: gli ingressi, i convenevoli, gli ospiti. È la solita illusione della tv generalista: credere che, quando manca il contenuto, basti aumentare la durata. Ma il tempo sul piccolo schermo non si riempie, si conquista.
C’è poi un malinteso di fondo: l’idea che l’estate giustifichi ogni rallentamento, come se la calura autorizzasse tempi morti, presenze




