
di Gian Guido Vecchi
Il discorso sull’Europa di Papa Leone, di fronte al presidente francese Marcon: «L’Europa ha conosciuto profonde crisi, ma anche rinascite. E non si può parlare di Europa senza parlare di cristianità. La dignità umana esige vie sicure per l’immigrazione»
DAL NOSTRO INVIATO
METZ – Nel mondo, «le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare». E «purtroppo oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova “inutile strage” che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili».
Leone XIV interviene al centro congressi intitolato a Robert Schuman e il riferimento all’Ucraina è trasparente come la citazione di Benedetto XV, la «lettera ai capi dei popoli belligeranti» con la quale il pontefice, il 1° agosto 1917, cercò invano di fermare l’«inutile strage» della Grande Guerra.
Questa città della Lorena è la memoria dei due conflitti mondiali che hanno segnato il Novecento, i confini di Germania e Lussemburgo distano poche decine di chilometri e la cattedrale nella quale il Papa celebrerà una messa nel pomeriggio – vi assisterà anche il presidente francese Emmanuel Macron, a differenza di Parigi – porta ancora sui muri esterni i segni di mortai e pallottole della battaglia




