
di Luca Goffi
Il segretario cittadino della Lega è stato attaccato nel direttivo regionale della scorsa settimana per la scelta di modificare i simboli degli account social della sezione locale del partito
Il caos intorno alla Lega non accenna a ridursi. Il Carroccio deve ricostruire il consenso – eroso dall’ex vicesegretario federale Roberto Vannacci, ora frontman del proprio partito, Futuro nazionale – e apre la discussione sulla leadership di Matteo Salvini. Dalla base al gruppo dirigente prevale lo scetticismo nei confronti dell’uomo solo al comando. «Io non posso che accodarmi a tutte le richieste di dimissioni che i dirigenti nazionali hanno rivolto a Matteo Salvini. È ora di dire basta. Da quello che mi hanno riportato e dalle ricostruzioni che ho letto sulla stampa, su 30 membri del direttivo lombardo, in 24 gli hanno chiesto il passo indietro – dichiara il segretario cittadino della Lega Brescia, Michele Maggi -. A fianco di Salvini sono rimasti soltanto la ministra delle disabilità Alessandra Locatelli, la vicesegretaria federale Silvia Sardone, il segretario federale della Lega Giovani Luca Toccalini, i deputati Fabrizio Cecchetti, Paolo Formentini e pochi altri. Purtroppo, tra i militanti semplici la situazione non è migliore».
Nonostante le criticità




