
Secondo l’avvocato di Lavitola, Sergio Cola, a favore del suo assistito ci sarebbero l’«ammissione di responsabilità» e la collaborazione con gli inquirenti. Mancherebbero invece il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga
La Procura di Roma si avvia a dare parere negativo in merito alla richiesta di domiciliari avanzata, mercoledì 12 agosto, al gip dal difensore di Valter Lavitola al termine dell’interrogatorio di garanzia, durante il quale ha confessato di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci.
Il gip chiamato a esprimersi sulla richiesta
La richiesta dell’avvocato Sergio Cola si basa – a suo dire – sulla «ammissione di responsabilità» di Lavitola e sulla conseguente collaborazione con gli inquirenti. Inoltre per il legale mancherebbe a questo punto il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. La parola passa ora al giudice per le indagini preliminari, chiamato a esprimersi sulle richiesta: la risposta attesa in giornata.
13 agosto 2026 ( modifica il 13 agosto 2026 | 12:44)
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