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Leadership e donne, la sindrome del Gattopardo nelle aziende (e il rischio della parità di facciata)

di Rita Maria Stanca

Il 40% dei manager italiani, senza distinzione di genere, considera oggi il tema della leadership femminile più una moda di facciata che una reale esigenza di equità

C’è una distanza evidente tra la narrazione pubblica delle aziende, sempre più centrata su inclusione e diversity e ciò che accade nei processi decisionali quotidiani. È in questo scarto che si inserisce quella che potremmo definire una versione contemporanea della “sindrome del Gattopardo”: ossia cambiare gli equilibri visibili senza modificare davvero i codici del potere. L’ultimo report di Wyser, società parte di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali, sulla trasformazione della leadership agisce come un reagente chimico che svela le criticità del sistema. Ed il risultato è una fotografia spietata: un’Italia che cambia pelle, ma non anima.

Il bluff del “politicamente corretto”

Il primo dato è un segnale di saturazione. Il 40% dei manager italiani, senza distinzione di genere, considera oggi il tema della leadership femminile più una moda di facciata che una reale esigenza di equità. È la cosiddetta “DE&I Fatigue”, un senso di saturazione verso quelle politiche di Diversity, Equity & Inclusion che, nate per portare equità in

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