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Le pizze a mezzanotte, le 60 birre offerte: Como e la sua prima notte da Champions

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Il giorno dopo la vittoria col Lipsia la città si è svegliata e ha ricominciato la propria routine come se nulla fosse, ma le tracce dell’euforia c’erano ancora

Tutto sott’acqua, silenzioso. Como ieri mattina si è rimessa la sua maschera da piccola città lombarda, lavoratrice e iper turistica. Le chiacchiere sul Como, su Nico Paz, su Baturina e Diao che distruggono il Lipsia, passavano sussurrate di ufficio in ufficio. Un rumore lontano sotto la superficie del lago, lontanissimo dal caos che la prima vittoria in Champions porterebbe a Salerno, a Palermo, a Genova. Eppure, chiedendo per le strade, qualche particolare strano emerge. Qualche incongruenza. Umberto, titolare della birreria più di moda, racconta di aver avuto gente fino a tarda notte. Due giocatori della Primavera, intercettati in centro, ammettono che sì, giovedì si è fatto festa per davvero. E Charly Ludi, il direttore sportivo, si lascia scappare che una vibrazione speciale si è sentita: “Fabregas ha ragione quando dice che l’euforia deve durare cinque minuti ma in queste serate non dormi tanto. Mi hanno raccontato che a Villa Carminati Resta c’era un’energia pazzesca”. Villa Carminati è la residenza sul lago in cui il presidente Suwarso ha l’ufficio, e da lì a

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