La ristorazione collettiva non è soltanto il servizio che porta un pasto nelle scuole, negli ospedali o nelle aziende. Per Enrico Roussier Fusco, presidente di Vivenda spa e vicepresidente di ANIR Confindustria, è una vera e propria infrastruttura del Paese, chiamata a garantire quello che l’associazione definisce Cibo Pubblico. Ma perché questa funzione possa essere svolta mantenendo la qualità, servono contratti equilibrati, regole applicabili e imprese in grado di investire, in un quadro italiano che ora deve sempre più prendere in considerazione anche la dimensione (e i regolamenti) europei su tutto il comparto.
Un momento del confronto dell’ultimo IMMENSE. A destra Emilio Roussier Fusco
È questo il filo conduttore dell’intervento di Fusco a margine di IMMENSE 2026, la quinta edizione dell’evento promosso da ANIR all’Auditorium Ara Pacis di Roma, dedicata alla Grande Ristorazione italiana e al ruolo del Cibo Pubblico. Fusco ha collegato il riconoscimento del valore sociale della ristorazione ai temi economici che determinano la sostenibilità dei servizi: revisione dei prezzi, appalti pubblici, concorrenza europea, dimensione delle imprese, lavoro e investimenti.
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L’intervista a Emilio




