di Mirko Giustini
Le imprese cercano 1,5 milioni di lavoratori entro novembre, ma il 44,1% dei profili è difficile da reperire. Ristorazione e vendite guidano la domanda, mentre crescono ingegneri e tecnici. Solo il 22% dei contratti sarà stabile
C’è un dato che salta subito all’occhio nell’ultimo rapporto Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: le imprese italiane a settembre hanno in programma 565mila nuove assunzioni. Se si allarga lo sguardo all’intero trimestre, fino a novembre, il numero arriva a quota 1,5 milioni. Cifre importanti che raccontano un tessuto produttivo ancora affamato di personale. Eppure, rispetto allo scorso mese del 2025, non solo la domanda è scesa dello 0,6%, ma quasi la metà risulta introvabile.
Servizi, industria e costruzioni
Guardando ai settori, la fetta maggiore degli annunci di lavoro arriva dai servizi (65,6%). Seguono industria e costruzioni con il 26,5%, mentre il primario chiude al 7,9%. Se invece si considerano le singole categorie il primato spetta a impiegati e professioni commerciali con 177mila posizioni (31,4% della domanda complessiva). Sul podio anche gli operai specializzati e i conduttori di impianti con 163mila entrate (28,8%) e i dirigenti, specialisti e tecnici, fermi a 120mila (21,3%). Tuttavia il ruolo più cercato




