Da qualche anno l’estate non è più sinonimo di solo relax, divertimento e vacanza: più spesso, invadendo anche le ultime settimane di primavera, un caldo sempre più torrido e asfissiante rovina le aspettative di non pochi verso il periodo del bel tempo, stravolgendo anche i ritmi della quotidianità lavorativa. È un tema legato ai cambiamenti climatici. Si mettono a dura prova gli anziani per la loro fragilità fisica sottoposta alla profonda afa della città, i pronto soccorso delle strutture ospedaliere sono assaliti da persone con malesseri e così interi settori produttivi del nostro Paese, le cui attività devono necessariamente essere svolte, sono in difficoltà.
Caldo estremo: perché i cuochi restano esclusi dalle tutele previste per altri lavoratori
Come presidente Fic, e in rappresentanza dei cuochi che operano costantemente in ambienti caldi, consapevole dei disagi in contesti lavorativi dovuti alle alte temperature, accolgo con favore le normative che tutelano i lavoratori esposti a temperature estreme. È sacrosanto che sopra i 35°C, o con un’umidità insostenibile, i cantieri edili, l’agricoltura e la manutenzione stradale si fermino. Tuttavia, esiste un “cortocircuito” in questo sistema di tutele che passa spesso inosservato.
Dentro la cucina di un ristorante, tra fiamme



