Storie di persone, ricercatori, aziende – meravigliose menti – che hanno scelto di contribuire a rendere migliore il mondo in cui viviamo: alcune di queste, che questa rubrica racconta ogni settimana, saranno sul palco di «Beautiful Minds», il Festival dell’Innovazione del Corriere della Sera al museo MAXXI di Roma dall’1 al 3 dicembre. Qui il programma e gli aggiornamenti.
Questa è la storia di una scienziata napoletana che al MIT di Boston ha avuto un’idea folle e l’ha portata fino ai pazienti. Ha creato una tecnologia che funziona come cerotto che si posiziona direttamente su un tumore solido e rilascia il farmaco per settimane o mesi. Un farmaco che così può essere usato ad alte dosi e senza gli effetti collaterali della chemio in vena.
Lei si chiama Laura Indolfi, ha 46 anni e vive tra Austin e Boston. Partita dalla Federico II, dove ha studiato ingegneria dei materiali, è diventata founder e Ceo di PanTher, startup che sta sperimentando il cerotto su pazienti con tumore al pancreas non ancora metastatico. «Mi sembrava un’idea così stupida quella di avvelenare tutto il corpo per portare una dose importante di farmaco in un punto specifico. Mi dicevo: per farlo, bombardiamo l’intera nazione?».
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