
di Francesca Menna
Il Beach Control Act del 1956 attribuisce allo Stato la proprietà della costa e dei fondali marini e ha permesso negli anni di limitare l’accesso dei residenti e concedere tratti di litorale agli alberghi di lusso. Il governo difende le restrizioni richiamando la sicurezza e il peso economico del turismo, che impiega direttamente fino a 116mila persone
Il movimento ambientalista giamaicano Jamaica Beach Birthright Environmental Movement (Jabbem) ha ottenuto una importante vittoria in tribunale a ottobre. Gli attivisti stanno portando avanti una serie di battaglie legali per abolire il Beach control act del 1956. Si tratta di una legge che attribuisce allo Stato la proprietà della costa e dei fondali marini. Nel corso degli anni, però, questa normativa ha consentito ai governi succedutisi alla guida del Paese di limitare l’accesso alle spiagge per i residenti e cedere tratti di costa a operatori alberghieri di lusso. Il traguardo raggiunto a ottobre dal movimento riguarda la decisione di un giudice di impedire al governo di limitare l’accesso a Little Dunn’s River, nella parrocchia di Saint Ann. È un provvedimento cautelare: il procedimento giudiziario è ancora in corso e il governo giamaicano ha annunciato che presenterà ricorso.




