
di Mauro Bonciani
La società annuncia di voler rimanere con non più del 15%, dall’attuale 75% detenuto dalla joint-venture con Danieli
Piombino, punto e a capo. Non c’è più nessuna certezza sulla nuova acciaieria Green a Piombino, da 3,2 miliardi di euro, progetto lanciato dal colosso ucraino Metinvest assieme a Danieli. E i lavoratori da oggi sono in sciopero.
Dopo settimane di incertezze per la volontà di Metinvest di trovare un socio cui cedere parte delle quote del progetto e dopo che il cda della società mercoledì non ha sciolto il nodo, da Roma, dove si è tenuto il tavolo sull’aggiornamento dell‘accordo di programma sul progetto, firmato nel luglio 2025, arriva il passo indietro di Metinvest che annuncia di voler rimanere con non più del 15%, dall’attuale 75% detenuto dalla joint-venture con Danieli.
Uno scenario che preoccupa i sindacati e allunga i tempi di attuazione del progetto, mentre sono arrivate almeno due manifestazioni di interesse per entrare nella partita, di cui non si conoscono i dettagli, una da un fondo finanziario e una da Jsw, il gruppo indiano che ha già acquisito a Piombino l’ex Lucchini a sua volta da anni alle prese con un




