
di Mario Platero
L’America che oggi si reca alle urne è delusa da un leader che prometteva grandezza e ha favorito corruzione, e priva di una leadership alternativa
NEW YORK – Il dato di fondo che emerge da questa America che oggi si reca alla urne per il Midterm è quello di un paese non solo polarizzato, ma sperduto in una grande confusione politica, deluso da un leader che prometteva grandezza e ha favorito corruzione, privo di una leadership alternativa che, al di là di una attesa e sonora bocciatura di Donald Trump, possa indicare un nuovo percorso unitario, come è successo altre volte in passato. Manca in sostanza la speranza o «persino l’attesa di un riallineamento della politica», come mi dice David Brady, uno dei più accreditati analisti politici, professore a Stanford e senior fellow alla Hoover Institution.
Candidati democratici come Abdul El-Sayed, in corsa per il seggio senatoriale del Michigan, sono agli antipodi del compagno di partito James Talarico che corre per il seggio senatoriale del Texas o del metodista democratico Adam Hamilton che punta al seggio senatoriale del Kansas. E se Talarico segnerebbe una grande svolta per il Texas, visto che è dal 1994




