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L’amaro Mondiale di Nedved in tribuna. Flop della Repubblica Ceca, lui rischia il posto

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Sguardo basso, mani giunte, capelli lunghi: L’ex vicepresidente della Juve, oggi direttore generale della federazione ceca, è andato via silenzioso e triste dopo il 3-0 incassato dal Messico

Sguardo basso, mani giunte, capelli talmente lunghi da mascherare la delusione. Dopo molto tempo abbiamo rivisto Pavel Nedved soffrire – tanto – per una partita di calcio dentro a uno stadio. E che stadio: l’Azteca della partita del secolo. Non è stata una bella giornata per lui: la Repubblica Ceca è stata travolta dal Messico e ha salutato mestamente il Mondiale con un punto in tre giornate. Un disastro.

LA STORIA—  

Da quattro anni avevamo perso le sue tracce, almeno come personaggio pubblico. Il 28 novembre 2022 rassegnò le dimissioni da vicepresidente della Juventus, ruolo che aveva occupato dal 2015 durante la gestione di Andrea Agnelli. Inibito e poi prosciolto da ogni accusa nell’ambito della giustizia sportiva, Nedved ha accettato un nuovo lavoro nel gennaio 2025 volando in Arabia Saudita: lo ha chiamato l’Al Shabab offrendogli il ruolo di direttore sportivo. Ma non ha resistito molto. A fine stagione, così, ha abbandonato l’incarico per sposare il piano di rilancio della sua Cechia: come l’amico Buffon è entrato nella propria federazione ma

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