
Insulti, spintoni alla madre, un pugno al padre, e lei che nel referto premia la buona volontà delle calciatrici nell’arginare l’invasione. Speriamo che la passione non le scappi
Chiamiamola Grazia, nome di fantasia. Ha 16 anni. Domenica pomeriggio non è uscita con le amiche, niente passeggiata al Valentino o struscio in piazza San Carlo, perché ha una passione forte: arbitrare. Al “Don Mosso” di Venaria Reale, Grazia ha diretto la partita tra le Cervotte di casa e le ragazze del Torino, campionato Under 17. In pieno recupero, sul risultato di 3-3, vede un rigore per le granata e lo fischia. Mica un fischio facile. Il Torino segna e vince 4-3. E qui la ragione si spegne. Una pioggia di insulti alla ragazza e, al fischio finale, una decina di tifosi di casa, molti sono genitori delle calciatrici, tentano di scavalcare per entrare in campo. Una Cervotta implora: “Fermati, papà, mi vergogno!”. Nessuno chiama i Carabinieri come chiede Grazia, lo fanno i suoi genitori dopo essere stati circondati in tribuna: spintonata la madre, un pugno in faccia al padre davanti al figlio di 12 anni. Il presidente dell’ASD Venaria Reale è Giovanni Pasquale, ex terzino di Inter e Toro. In un




