
di Chiara Maffioletti
Pacifismo, diritti civili, disuguaglianze economiche: l’attrice 80enne ha da sempre intrecciato la sua carriera alle battaglie politiche, spendendosi in prima persona
Con la grazia e il candore di chi ha delle idee e non si preoccupa di esprimerle, Susan Sarandon, 80 anni tra pochi giorni (il 4 ottobre) – fermata tra le persone che manifestavano contro la presenza del premier israeliano Benyamin Netanyahu all’Onu, aveva ribadito anche alla Mostra del Cinema di Venezia, lo scorso 6 settembre (era lì per presentare il suo ultimo film, The Echo Chamber) di essere consapevole del boicottaggio di Hollywood per le sue posizioni politiche. «Mi sono stati negati diversi film di recente perché ci sono alcune agenzie che ancora oggi dicono alle persone di non assumermi per le mie posizioni politiche ma questa è la struttura del potere», aveva spiegato durante la conferenza stampa. Senza traccia di risentimento ma con piena lucidità.
Aggiungendo anche che «però, tra le persone e specialmente a livello internazionale, mi sento accolta. Sì c’è stato un cambiamento ma ci sono posizioni ancora molto radicate nei miei confronti nel mio settore. I sionisti non hanno ancora attenuato le ostilità nei miei confronti ma ora ho




