
di Federico Fumagalli
Lo scrittore presenta il suo «Cemento e sangue» sabato (26 settembre), alla libreria Ubik di Borgo Santa Caterina
C’è del marcio a San Paolo. «Morti ammazzati, la ricerca del colpevole, un investigatore. Nel mio libro, ambientato in Brasile, affronto vicende tipiche del noir», dice Carlo Calabrò. Eppure, sotto le mentite spoglie della (nobilissima) letteratura di genere, il suo «Cemento e sangue» è anche un «romanzo civile. Racconta come le relazioni fra politica, imprenditoria e criminalità, abbiano preso il controllo di San Paolo». Lo scopo — «vogliono fare un sacco di soldi» — è risaputo. Da questa consapevolezza, le quasi 300 pagine edite da Marsilio aggirano la morale e si immergono in un intelligente disincanto. Sabato (26 settembre), alla libreria Ubik di Borgo Santa Caterina (alle 17.30), Calabrò presenta «Cemento e sangue» in dialogo con Luca Lombardo, professore UniBg.
Calabrò, è reduce dal festival Pordenonelegge. Bergamo è l’ennesima tappa del tour italiano di presentazione di «Cemento e sangue» nelle librerie. Quanto è importante per uno scrittore il contatto diretto con il pubblico?
«Una tournée non è importante, in termini di vendita immediata di copie. Lo è moltissimo invece, come momento di incontro con




