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La strategia dell’incertezza secondo Toyota, tra batterie, idrogeno ed e-fuel

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È qui che Le Mans assume un significato particolare. La Sarthe continua infatti a essere uno dei pochi luoghi al mondo dove costruttori, federazioni, fornitori energetici e istituzioni lavorano contemporaneamente sul futuro della mobilità. Non è un caso che accanto alla gara si sia parlato anche di idrogeno, carburanti sintetici e infrastrutture energetiche.

L’Automobile Club de l’Ouest, organizzatore della 24 Ore, continua a considerare l’idrogeno una delle strade più promettenti per il lungo periodo. Le sfide non riguardano più soltanto il veicolo, ma soprattutto sicurezza, rifornimento, trasporto e logistica. In altre parole, l’intero ecosistema necessario a rendere questa tecnologia realmente utilizzabile su larga scala.

Per la casa dei Tre ovali, però, l’idrogeno rappresenta soltanto una delle possibili risposte. La vera convinzione emersa a Le Mans è un’altra: nessuno oggi possiede una sfera di cristallo capace di indicare quale sarà la tecnologia vincente nel 2035. Per questo il costruttore giapponese preferisce esplorare più strade contemporaneamente.

In un’epoca in cui gran parte dell’industria sembra inseguire certezze assolute, la filosofia di Toyota appare quasi paradossale. La sua strategia, in fondo, consiste proprio nell’accettare l’incertezza. E forse è anche per questo che continua a considerare Le Mans il laboratorio ideale dove cercare le risposte

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