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La serie «Stuart Fails to Save the Universe»: «Un negozio di fumetti per salvare l’universo»

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di Francesca Scorcucchi

È lo scenario dello spin off di «Big Bang Theory». L’ideatore Lorre: «Gli outsider sempre al centro»

Ci sono pochi titoli che possono vantare l’impatto culturale di The Big Bang Theory. Con dodici stagioni dal 2007 al 2019, milioni di spettatori, dieci premi Emmy vinti e una diffusione in oltre cento nazioni, la sit-com creata da Chuck Lorre e Bill Prady era riuscita a dimostrare che anche la meccanica quantistica poteva divertire.

Ora, dopo il successo del prequel Young Sheldon, il franchise sceglie la strada meno prevedibile. Stuart Fails to Save the Universe, in arrivo il 24 luglio su HBO Max, non è una prosecuzione della sitcom originale, ma una scommessa che cambia completamente registro, ricca com’è di effetti visivi, viaggi in universi paralleli e atmosfere da fantascienza, senza rinunciare al cuore comico che ha reso celebre il marchio.

Al centro c’è Stuart Bloom, interpretato da Kevin Sussman, il malinconico proprietario del negozio di fumetti di Pasadena dove Sheldon e compagni si ritrovavano spesso. È lui, il personaggio più improbabile dell’universo Big Bang, a provocare un disastro cosmico rompendo accidentalmente un dispositivo costruito da Sheldon e Leonard (Jim Parsons e Johnny Galecki).

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