Il pallavolista azzurro: “Sono stati mesi difficili, mesi impegnativi, non solo per l’intervento ma anche per la ripresa dell’attività”
Giornalista
17 settembre (modifica alle 10:34) – MILANO
C’era anche il suo numero 15 sul tetto del mondo, che per quella sera era a Pasay City, nelle Filippine. C’era la sua maglia, sotto la pioggia di coriandoli dorati, ad assorbire le lacrime e la gioia dei compagni. Era lì, su altre spalle, mentre altre braccia sollevavano il trofeo iridato, il quinto della storia azzurra, il secondo consecutivo dell’era De Giorgi. C’era anche un pezzo della sua anima, insieme a quella squadra di cui negli anni era diventato protagonista e leader silenzioso. Ma non c’era lui. “Dani, sono contento di averti portato sul campo con la tua maglietta, è stato un onore indossarla”, aveva detto commosso Simone Giannelli. Un anno dopo, quella maglia è tornata sulle spalle del legittimo proprietario. Daniele Lavia è di nuovo in campo con l’Italia e stasera alle 21.05, contro la Slovenia, chiuderà un girone europeo che sta vivendo “alla giornata”. All’apparenza non sembra cambiato niente. E invece è cambiato tutto. Negli




