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La Puglia e i conti in rosso della sanità, ecco come fanno gli altri: mano alle tasse, ma disavanzo minore. Nessun aumento in Basilicata

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di Mary Tota

Ad eccezione di Lombardia e Veneto, molte regioni si trovano a dover avviare il risanamento. Sulla Puglia lo spettro della stangata da cento euro al mese

A generare un disavanzo della sanità da 349 milioni di euro, ci sono certamente sprechi e spese che potrebbero essere meglio amministrate. Ma non solo: esiste un problema di costi e finanziamenti. E per comprendere quanto questo esuli dalla contesa politica, basta guardare in casa d’altri. In sintesi: i conti del 2025, accertati ad aprile di quest’anno, non tornano dappertutto (o quasi). Disequilibri motivati, come si deduce, anche dalla recente relazione della Corte dei Conti a Camera e Senato, essenzialmente da un fattore: l’aumento dei costi sostenuti dal sistema sanitario sono maggiori dell’incremento del fondo sanitario che il governo ha garantito.

Due dati di fatto, dunque: il governo ha elargito alle Regioni più risorse, ma il quadro geo-politico mondiale e la ricerca che immette sul mercato nuovi farmaci, hanno inevitabilmente bruciato quel «di più». Risultato: una sofferenza pressoché diffusa in tutta Italia, ad eccezione del fortino delle Regioni virtuose, Lombardia e Veneto (che incassano più risorse, più tasse dai cittadini ma anche una enorme mole di pazienti che

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