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La nuova autonomia del Trentino, dai migranti ai grandi carnivori: «Siamo un piccolo Stato, spendiamo qui le tasse dei cittadini»

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di Marika Giovannini

Parla il presidente Maurizio Fugatti: «Con Roma c’è leale collaborazione ma sul nostro territorio decidiamo noi. Orsi e lupi, necessario procedere con gli abbattimenti»

Il tema era inevitabilmente quello della riforma dello Statuto, ma il governatore Maurizio Fugatti ha saputo andare oltre. Ragionando a tutto campo: autonomia, commercio, ambiente, Cpr, grandi carnivori e macroregione. Queste sono solo alcune delle grandi sfide toccate ieri dal presidente della Provincia, ospite di Marilena Guerra e Gabriele Buselli a «Filo Diretto», trasmissione in onda su Trentino Tv. Di fronte alle domande di Luca Malossini (caporedattore del Corriere del Trentino) e Simone Casalini (direttore de Il T quotidiano), a emergere è soprattutto il pragmatismo del governatore.

La riforma dello Statuto

Sulla riforma dello Statuto dell’autonomia — approvato definitivamente nei giorni scorsi dal Parlamento — rispetto ai colleghi altoatesini (che hanno celebrato a più riprese il risultato ottenuto), Fugatti preferisce mantenere i piedi ben saldi a terra. «Non è un nuovo Statuto, lo abbiamo detto fin dall’inizio — premette il presidente —. Dobbiamo vederlo sicuramente positivamente, però ci sono diverse cose da fare». Tra queste, spiega Fugatti, c’è l’aggiornamento e il ripristino delle norme di attuazione al momento bloccate, oltre all’individuazione

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