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Addio a Gianclaudio Bressa, il politico che lanciò l’Autonomia: «Ha scritto pagine di Storia»

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di Marzia Zamattio

La morte improvvisa dell’ex sottosegretario Pd e il lutto della politica: «C’eri sempre. Solido come la roccia delle tue montagne»

Firenze, il telefono che squilla a vuoto, la corsa a casa del padre. È così che Giulia Bressa ne ha scoperto la morte. Gianclaudio Bressa, bellunese, si era trasferito a Firenze proprio per stare vicino alla figlia dopo aver perso prematuramente, nel 2008, la moglie Margherita. Giovanni, l’altro figlio, lavora a Londra. Una morte improvvisa, a 70 anni, dell’uomo che è, a tutti gli effetti, il padre dell’Autonomia differenziata. Suo il contributo decisivo per la riforma del Titolo V della Costituzione con il fatidico comma terzo dell’articolo 116 della Costituzione, una riforma di centrosinistra nata anche per arginare le spinte secessioniste della prima Lega.

La carriera politica

Deputato e senatore dell’Ulivo, prima, e del PD, poi, Bressa è stato sottosegretario durante i governi Gentiloni, D’Alema e Amato. La sua lunga carriera politica annovera anche la presidenza della Commissione dei Sei, organo paritetico della Provincia di Bolzano a cui spetta l’elaborazione delle disposizioni di attuazione dello Statuto di Autonomia. Un percorso iniziato dalla sua Belluno: con la DC diventa consigliere nel 1988 consigliere comunale e nel

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