
di Alessandro Zuin
Valentina Magrin scende in campo per le amministrative e sollecita: «Quest’anno è il decennale della sua morte, la città la ricordi»
Dieci anni fa moriva Tina Anselmi. Straordinaria ragazza del Novecento, staffetta partigiana, parlamentare per la Democrazia Cristiana ininterrottamente dal 1968 al 1992, prima donna ministro della Repubblica italiana (al Lavoro, nel 1976), ideatrice del Servizio Sanitario Nazionale, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia massonica P2. Oggi, la nipote Valentina Magrin, 46 anni, per professione autrice di documentari e programmi tivù e per testimonianza civile e familiare presidente dell’Associazione in memoria di Tina Anselmi (da anni si occupa di raccogliere e catalogare materiale riguardante la vita pubblica e privata della zia), si candida a consigliera comunale a Castelfranco Veneto, la città di entrambe. La collocazione è nella lista del Pd, il partito che proprio quest’anno, nel decennale della scomparsa, ha voluto mettere il volto dell’Anselmi sulla tessera per il 2026.
Valentina, qual è il suo primo ricordo della zia Tina Anselmi?
«La sua telefonata del mattino, immancabile, anche nei periodi in cui era impegnatissima. Voleva sempre essere aggiornata sulle vite delle sorelle e di noi nipoti, non per formalità, ci teneva proprio. E poi ho




