IL TEMPO DI UN PIENO DI BENZINA
Il cosiddetto “battery swap”, ovvero il cambio batteria, sembrava l’asso nella manica della Nio per conquistare i mercati mondiali delle auto elettriche. Sulla carta, il sistema poteva essere vincente: una rete di strutture dedicate in cui, anziché ricaricarla, la “pila” scarica sarebbe stata sostituita con una completamente carica nel giro di pochi minuti.
Una soluzione che prometteva di equiparare le tempistiche per le soste tecniche necessarie alle auto elettriche a quelle dei veicoli tradizionali. Nel corso degli anni la Nio ha investito grandi cifre per allestire una rete capillare di stazioni di cambio batteria in Cina, e portandone alcune anche in Europa (qui la notizia).
Tuttavia, ora la strategia cambia: la casa cinese ha infatti annunciato la cessione dell’infrastruttura ad aziende di proprietà statale, pur mantenendo la responsabilità del funzionamento e della gestione tecnica.
RETE DIFFUSA
Non si tratta di un abbandono completo del battery swap, ma più di un’operazione economica da parte della Nio: separando la proprietà delle strutture dalla loro gestione quotidiana, l’azienda può alleggerire il proprio bilancio, ridurre l’esposizione finanziaria e contenere i costi elevati legati alla costruzione e alla manutenzione delle stazioni.
Il cambio batteria è infatti un’attività che




