
di Cesare Zapperi
Oggi i nordisti alla Versiliana, avanza l’ipotesi dell’associazione. Il leader: sono tranquillo
DAL NOSTRO INVIATO
PINZOLO (TRENTO) «Io faccio quello che faccio tutti i giorni da dieci anni, anzi di più: tenere unita la Lega». Matteo Salvini sembra chiudere così, con una frase, le polemiche interne al partito. Una pausa, poi però aggiunge: «Quelli che vogliono, essere uniti. Gli altri…».
Il segretario leghista è arrivato ieri in Trentino da Forte dei Marmi con la fidanzata Francesca Verdini. Con lui c’è il tesoriere Alberto Di Rubba, alcuni amici e una caterva di bambini. Tutti a spasso in bici, i grandi rigorosamente con pedalata assistita. Lui, il leader leghista asseconda il clima bucolico della pedalata in val Rendena e si dice «assolutamente tranquillo».
Ma con stasera, la Lega rischia di precipitare verso il punto di non ritorno. Quello in cui le mediazioni non sono più possibili perché diventano tradimento di chi le ha sostenute, quello in cui le curve vogliono il sangue nell’arena, quello in cui chi consiglia a Salvini «delle belle epurazioni» può dirlo più forte. Il governatore lombardo Attilio Fontana sarà sul palco della Versiliana con il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Sono




