
I biancocelesti non erano mai partiti così bene nella loro storia. La ricetta? Calcio fluido, giocatori rigenerati e un allenatore che ha saputo trasformare un’estate difficile nel carburante perfetto
Un miracolo sportivo. Difficile definire in maniera meno roboante quello che Rino Gattuso e la Lazio hanno fatto nelle prime cinque giornate di campionato. Tredici punti conquistati grazie a quattro vittorie e un pareggio, un bottino che mai la formazione biancoceleste aveva realizzato. Neppure negli anni in cui vinse i suoi due scudetti. Un’impresa che, oltre a questo record storico, ha regalato ai biancocelesti pure il primato in classifica, insieme con Roma e Inter. Un vero e proprio exploit che nessuno avrebbe osato pronosticare. E che invece è reale e pure meritatissimo. Perché la Lazio ha ottenuto questi risultati in maniera cristallina ed esprimendo un calcio a tratti spettacolare.
il gioco—
Ecco, il gioco. È la sorpresa nella sorpresa. Gattuso (è stato lui stesso a farlo notare, tra l’amarezza e l’autoironia) è prigioniero del suo soprannome da giocatore, Ringhio. Ma da allenatore (“che è un mestiere completamente diverso”, non si stanca di sottolineare Rino) il suo è tutto un altro calcio. Lo aveva fatto vedere al Milan e al Napoli, anche




