
Un reportage dal cuore di Maranello, tra la linea dove nascono le Ferrari stradali e il reparto “blindato” della Gestione Sportiva: qui la produzione di serie non esiste, e ogni vettura porta la firma di chi l’ha costruita a mano
20 settembre – 17:41 – MARANELLO (MO)
Chi la ammira da fuori la chiama la Fabbrica dei sogni, mentre per chi ci lavora è La cittadella. E in effetti è proprio così, visto che alle spalle della facciata Anni 40 dal sapore retrò c’è un vero e proprio centro nevralgico ricavato all’interno di un centro urbano (Maranello, con i suoi oltre 17mila abitanti), una fabbrica “fatta prima di tutto di uomini”, come amava ricordare il suo fondatore, Enzo Ferrari. Oggi, oltre 70 anni dopo la sua nascita, bracci robotici sollevano scocche da centinaia di chili con la stessa naturalezza con cui, poche decine di metri più in là, un meccanico chiude a mano l’ultimo bullone di un motore V12. La tradizione accanto alla modernità, con la consapevolezza che, da sempre, la miglior Ferrari sarà la prossima.
A PRANZO CON CHIVAS




