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La guerra del grano: prezzi in aumento tra Ucraina, siccità e rischio sicurezza alimentare

di Ferruccio de Bortoli e Alessandro Giraudo*

Attacchi ai porti del Mar Nero, noli e assicurazioni alle stelle ridisegnano la mappa mondiale dei cereali. Europa e Usa fanno i conti con scorte sotto pressione e nuove tensioni geopolitiche

Non c’è solo lo stretto di Hormuz. E non c’è solo il petrolio o il gas. Ci sono anche le materie prime agricole che sono persino più strategiche delle fonti fossili. Anche perché — ed è il paradosso — è molto più facile che manchino, soprattutto nei Paesi più poveri, gli alimenti essenziali. L’energia, là dove c’è, è quasi sempre disponibile seppur più cara. Il cibo può mancare del tutto. La geopolitica delle materie prime agricole è largamente sottovalutata in Europa. Non così nel resto del mondo. Noi siamo abituati all’abbondanza, non alla scarsità che i prezzi hanno segnalato, soprattutto in agosto, in misura drammatica. Nota con una punta di amarezza il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti: «Si sta ridefinendo, sotto i nostri distratti occhi europei, la mappa degli approvvigionamenti strategici, per esempio di grano duro e tenero, soia. Parliamo giustamente di sicurezza ma non di quella alimentare. Qualche esempio? La Cina detiene la metà delle scorte alimentari e

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